L’asd Downhill Deers Cingoli nasce nel 2021 da rider cingolani provenienti da altre società sportive, uniti dal senso di appartenenza al meraviglioso territorio cingolano.
Il Brevetto del San Vicino Extreme non è un semplice giro in bicicletta: è il "sacro graal" dei ciclisti marchigiani, un’impresa che mette a dura prova fisico e mente. Questo percorso scala il massiccio del San Vicino da tutti i suoi versanti principali. Un’odissea verticale che circumnaviga e scala ripetutamente il "vulcano spento" delle Marche dai 4 versanti. Si consiglia di partire da Matelica per la classica progressione Braccano, Poggio San Vicino, Castel San Pietro, Frontale; ognuno potrà scegliere la propria progessione o solo alcune delle salite, magari dividendo in giorni diversi.
Il Versante dei Murales: La Scalata da Braccano. Dopo l'avvicinamento, ci si immerge nella valle di Braccano (il borgo dipinto). Questa risalita ti porta verso il cuore della Riserva. È una salita lunga e costante che si snoda tra boschi di faggi e pareti calcaree, portandoti verso l'altopiano. La parte centrale della valle non concede tregua; qui il silenzio è rotto solo dal rumore della catena. È la fase in cui bisogna trovare il proprio ritmo "di crociera" senza strafare.
Il Versante Nord: La Salita di Poggio San Vicino. Scesi verso il lato che guarda l'Adriatico, si affronta il versante di Poggio San Vicino. È una salita molto esposta, spesso battuta dal vento, che regala una vista incredibile sulle colline di Jesi e oltre. Gli strappi che portano all'abitato di Poggio San Vicino e il successivo tratto verso Pian dell'Elmo. Qui il sole può diventare un fattore se affrontato nelle ore calde, rendendo l'ascesa molto faticosa.
Il Versante Storico: Castel San Pietro ed Elcito. Questa è forse la parte più iconica e temuta. Si scende verso la valle del Potenza per poi risalire attraverso Castel San Pietro verso Elcito. È una scalata che tocca uno dei borghi più belli d'Italia, arroccato su uno sperone di roccia. I tornanti sotto Elcito sono micidiali. Le pendenze superano abbondantemente il 12-14% proprio quando il chilometraggio inizia a farsi sentire pesantemente. È il momento in cui la testa deve spingere le gambe.
Il Versante della Verità: La Scalata di Frontale. L'ultima grande fatica. Si scende verso il lato est per poi risalire da Frontale. A questo punto hai già oltre 4.000 metri di dislivello nelle gambe. La strada risale verso il massiccio per l'ultima volta, chiudendo l'anello verso Apiro. Il pezzo duro: Non è tanto la pendenza massima, quanto la stanchezza accumulata. Ogni chilometro di Frontale sembra pesare il doppio. Superato questo scoglio, la discesa finale verso Apiro sarà il tuo giro d'onore.
Prediligi rapporti agili. Devi poter salvare la gamba nei tratti al 15% di Elcito per avere ancora energia a Frontale. Non aspettare la fame. Su 170 km devi mangiare ogni 45-60 minuti. Usa cibi solidi nelle prime due salite e passa a gel e liquidi zuccherini nelle ultime due. Acqua: Fai il pieno a ogni occasione (Braccano, Poggio, Elcito). Rimanere a secco tra una salita e l'altra con questo dislivello significa fine dei giochi.
La partenza consigliata è da Matelica, dalla rotonda sotto al Viadotto della ferrovia.